Racconti del mio Re Leone

In tempo per vederlo

Eccolo lì, mio fratello, pronto al tiro della sua vita. Tre minuti alla fine del secondo tempo e se riesce a pareggiare, la coppa della vittoria se la porta a casa veramente. Vorrei soltanto che mamma tornasse in tempo per vederlo.

Ho dato, come sempre, una sbirciatina ad Astrologando e ho letto che il desiderio di esplorare situazioni nuove potrebbe portarla a perdere un pochino il contatto con la realtà. Pensa te, sembra proprio che si stia parlando di lei sul portale dell’oroscopo. Mi piacerebbe conoscere anche i segni zodiacali delle sue amiche. Temo siano tutte dei Gemelli. Oppure potrebbero averne l’ascendente. Potrebbero essere pure del Sagittario o dell’Ariete, segni coi quali va d’accordo: se ne stanno sempre appiccicate.

Rabbrividisco quando si chiamano per nomignoli assurdi, tipo: “Belle donne”, “Pupazze”, “Ninnine… Ninnine? Minnine! Ma che vuol dire??? Tipo le minne di Sant’Agata? Ma cos’è? Sono sceme? Sono sceme.
Ne chiami una e, nel giro di tre secondi, te le ritrovi tutte tra i piedi. Confabulano, organizzano, si immischiano in affari di cui sanno poco o niente e ci restano pure male se il direttivo le liquida, sbattendo loro la porta in faccia, appena prima che inizi una riunione. Ma cosa vogliono saperne loro di regolamenti e amministrazione sportiva. Temo che ignorino persino la durata di una singola partita, visto che, al momento, di loro non vi è ancora nessuna traccia, qui in palestra.

Perché mia madre Alice e le sue “socie” non si comportano come Stefania? Non sa un tubo di calciotavolo, ma segue il figlio meglio di un segugio, una gara via l’altra, torneo dopo torneo.
Potrebbero starsene sedute a chiacchierare davanti ad una tazza di caffè ristretto, come piace a tutte loro, al bar adiacente l’area di gioco. Dimenticavo, non siamo in Italia: il caffè non ha un gran sapore. Beh, potrebbero prendersi dell’altro. Cosa non lo so, ma dell’altro.

Guarda come se ne stanno spaparanzate le inglesi, così tranquille, così… Temo si stiano annoiando, porca vacca. Due di loro sicuramente, visto che le teste ciondolano in avanti e le pagine del libro sulle gambe della tipa morettina si stanno sfogliando da sole. Qualche secondo e le casca in terra il volume. Detto, fatto. Almeno si è ripresa. Poveraaa.

Le cinque dovrebbero prendere spunto dalle spagnole o starsene a casa. Si sono dipinte il viso coi colori nazionali e sono già pronte a bordo campo per sventolare uno striscione rosso-giallo. Brave. Sembra una mini Curva Sud. Le spagnole, sì, che sanno fare fiesta!

Meno di tre minuti alla fine, ora. Sono arrabbiata. Non devo pensarci.
– Dai Teo! – grido dalla panca su cui sono seduta con Vittoria, una sorella, per me, più che un’amica o una compagna di squadra. Siamo state eliminate entrambe ai quarti. Poteva andare meglio, ma non possiamo lamentarci. Impossibile battere le belghe. Quelle passano tutti i fine settimana ad allenarsi e vanno pure in ritiro, come il calcio vero, non so se rendo…

Vittoria si appoggia a me, lasciando che una ciocca di capelli schiariti ricada sulla mia guancia. La sposto infastidita. Prude. Sta bene, la mia amica con lo shatush. Potrei farlo anch’io, sperando che mia madre non dia di matto come per il tatuaggio. Mentre penso alle sfumature dei miei capelli, Vittoria allunga il braccio per indicarmi Teo. Sta per tirare in porta.

Sta usando le miniature della Cremonese, dipinte a mano riproducendo in ogni dettaglio la maglia ufficiale. Non si trova molto distante dalla porta, appena prima della linea di tiro, e ci dà le spalle. Mi alzo per vedere meglio l’azione che sta per eseguire. Il dito indice si stacca troppo presto dal tappeto verde, alzando spropositatamente la palla in aria, mentre la miniatura grigiorossa gira su se stessa cadendo di lato.  Il portiere avversario potrebbe restare immobile, ma viene, preventivamente, inclinato a sinistra per parare il colpo. Non ce n’era bisogno: la pallina supera la porta, rimbalzando sul pavimento.  Si riparte da fondo campo.
La tensione è alta, non penso più a che fine abbia fatto Alice nel paese delle meraviglie. Voglio solo che mio fratello vinca.

– Giulia, – grida trafelata mia madre – A che punto sono?
Vorrei ucciderla: ricompare a pochi istanti dalla fine e nel silenzio totale, incurante della concentrazione dei pochi atleti rimasti in gara, si mette a gridare. Se Teo sbaglia ancora, questa volta a causa della Minnina – mi viene da vomitare – giuro, l’ammazzo sul serio.

Continua lunedì 22 giugno.

Per curiosare:
https://astrologando.marieclaire.com/it/oroscopo/index.html

https://www.dolcisiciliani.net/ricette/cassatelle-di-santagata-minne-di-vergine/

Ti è piaciuto? Lasciami il tuo commento :-)