• Breve e intensa la primavera
    Le poesie di Teresa

    Breve e intensa

    Breve e intensa la primavera non ha mostrato tutti i suoi frutti, li lascia immaginare schiudendo l’orizzonte a scorci di ricordi lontani. Il mare verde smeraldo che sa di lago, il rintocco del campanile oltre la montagna, le luci psichedeliche in una notte di festa accendono i sensi in una polca provinciale. Altri tempi. Passeggio ancora come allora, ma sono sola lungo il ciglio della strada. Per quanto ancora?Alzo gli occhi e rincasando respiro il profumo dei pomodori soffritti. Sa di buono. Sa di casa. Sa di noi. Sa della nostra coraggiosa Italia. Giugno è alle porte e l’aria, finalmente, si riempie dei miei lontani natali. Sfiorisce il tempo dell’attesa,…

  • pagina 234 del libro Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
    Lettere

    Come te la passi?

    Caro Allan,come te la passi? Scusami se non sono passata a trovarti per il compleanno. Sai com’è, non credo che il genetliaco di un lontano amico immaginario, oggi come oggi, rappresenti una ragione valida per varcare il confine.Pazienza, che vuoi che ti dica… E comunque, a te non piace affatto festeggiare, se non ricordo male. I compleanni col botto ti hanno sempre creato qualche piccola difficoltà. E tutte quelle candeline, poi, neanche ci stanno sulla torta! CAN-DE-LI-NE, leggi bene, non candelotti. Che diamine, fatti operare alla cataratta, no? Prima di combinarne un’altra delle tue… Amanda come sta? So che è impegnatissima col suo blog, ma se trovasse il tempo di…

  • Le più belle lettere d'amore
    Lettere di Linda

    Dovrei studiare

    .18 MAGGIO 1991 Caro Dodo,in questo momento dovrei studiare, solo che, come al solito, non ci riesco… non ce la faccio proprio! Ti giuro, scoppierei a piangere se questo potesse risolvere tutto. Ho davanti a me tutto quel che serve: libri, fotocopie, appunti, mi sono persino segnata su un foglio le innumerevoli pagine che dovrei cercare di imparare, eppure tutto questo non serve. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto mi impongo di metterci dell’impegno e tutte le volte è un completo fallimento. Com’è possibile che fino all’anno scorso ogni cosa fosse così semplice? Al di là dei libri per me non esisteva nulla, non volevo esistesse nulla. Studiare era il…

  • Racconti del mio Re Leone

    Arrendersi mai!

    Arrendersi? mai! Quando Alice aveva lasciato la palestra in cui stavano gareggiando i figli, il border stava chiamando il secondo tempo dei quarti. Teo aveva schierato la squadra grigiorossa in posizione d’attacco, per nulla preoccupato di trovarsi di fronte ad un gigante del calciotavolo spagnolo. Lo sguardo sereno e le labbra appena sollevate in un sorriso divertito avevano lasciato intendere alla madre che allontanarsi per bere una birra trappista o un caffè annacquato con le amiche fosse una gran bella idea. Era stufa marcia di starsene seduta in bilico su una trave per ginnaste, collocata a mo’ di spalto in un angolo della palestra. Alle otto del mattino i pochi…

  • Le poesie di Teresa

    Una volta ho creduto

    Cara Teresa,come te ho creduto, e credo ancora, che tra i poteri di un libro ci sia la capacità di modificare le nostre sensazioni, talvolta persino le più radicate convinzioni. L’inchiostro viene assorbito dalla carta nello stesso modo in cui un dolore, nostro o di altri, viene compreso e custodito nel nostro cuore. Diviene parte di noi. Mi confortano le tue parole, riescono ad infondere nel mio animo il desiderio di trovare serenità anche di fronte alle barriere. Allora, forse, oltre quel vetro, la distanza si annulla per lasciar spazio alla dolce contemplazione e al maturo amore. Una volta ho credutoche la sofferenza fossesolo di una parte,ma i libri questom’hanno…

  • Lettere

    Fare il Premier

    Caro Mattia,come stai? E’ trascorso qualche anno da quando, attraverso le pagine di un libro, dialogavi, anzi, ti confrontavi proprio, con il tuo maestro. Posso ben immaginare quanto tu sia cresciuto; se non ricordo male, hai quasi la stessa età dei mie figli. Una curiosità: il tuo nome di battesimo era uno tra i papabili quando ancora non avevo scelto come chiamare il mio secondogenito. Normale che ti scriva. Dopo tutti i cambiamenti di questi ultimi mesi, mi chiedo se tu sia ancora così convinto di voler fare il Premier. Rappresenti una generazione che già si stava ripensando, così soggetta alla fluidità di un’epoca che non lascia spazio alla lentezza…

  • Lettere di Linda

    A piedi nudi

    Un giorno, poi una settimana; un mese, e finalmente la primavera, così sospirata, così attesa e voluta con la stessa intensità che precede lo scarto della carta organza color pastello che tiene prigioniero l’uovo di cioccolato, nascondendone la squisita prelibatezza alle bocche, già spalancate, dei più piccoli. La gioia dopo l’attesa. L’appagamento dopo il desiderio. Non è più così per i grandi, che a tavola, per Pasqua, continuano ad assaporare, senza convinzione, le succulente preparazioni che incedono senza sosta nei piatti di porcellana CAM, in bella mostra come tanti soldatini impettiti nelle loro uniformi sgargianti, nel tentativo di restituire lustro a quel che resta dell’eredità dei bisnonni. Altri tempi… sì,…

  • Racconti del mio Re Leone

    Piste cyclable

    Piste cyclable. Il cartello era fissato a pochi passi da loro, ben visibile dalla carreggiata che avrebbero dovuto ripercorrere Alice, Laura, Giovanna, Sara e Lisa, per rientrare al Velodromo dove si stava ancora disputando la prima giornata del Campionato Mondiale di Jemmelle.Oltre il segnale stradale che vietava ai veicoli a motore di sfrecciare lungo il sentiero sterrato si intravedeva un fitto bosco di latifoglie, intervallato qua e là da abeti altissimi. Quel segnale pareva proprio essere l’invisibile porta d’accesso a Terabithia. – Ragazze, scusate, ma non possiamo proprio riprendere la statale con un paesaggio simile!– E se ci perdiamo?– Ma chi??? Hai visto anche tu sull’opuscolo che Rochefort è collegata…

  • Le poesie di Teresa

    Per la stessa strada

    Cara Teresa, vorrei lenire la tua tristezza, per non sentire la mia, per non ascoltare i timori del mondo. Non è abbandono la solitudine. Può essere dolce e lento ripensamento. Cos’è la distanza, se non la misura degli affetti? Ciò che ora ci tiene lontani, presto ci riavvicinerà in modo nuovo. Sta a noi cercarlo, per la promessa fatta, per la strada che percorrendo trovavamo d’aiuto. E’ lì, dietro i tralicci di vite rossa, e si espande pian piano. Fluisce lentamente e si fa acqua. Immobile, cheta acqua. Vita, soltanto vita. Per la stessa stradacominciammo andarecamminando a fiancopronti ad aiutarcidicevamo.Ma eccoci quiestranei a noi stessisenza mai tendereuna manoLa nebbia ci…

  • Lettere

    L’arcano

    Cara Liliana,sono preoccupata: non ricevo notizie da tua nipote Irene ormai da qualche tempo. Da quando, cioè, si è lasciata turlupinare da quella ciarlatana di una cartomante… Come si chiama? Marika? Mi sembra che abbia troppa influenza sulla tua adorata nipotina. Non vorrei che dietro la lettura dei tarocchi si celasse qualcos’altro. La nostra, fortunatamente, è una città tranquilla, ma da quanto raccontano, resta custode di oscuri segreti. E di strane, silenziose presenze. Se non ricordo male la tua famiglia, in passato, è già incespicata in situazioni non proprio piacevoli: non vorrei che Irene si trovasse in qualche guaio. La vostra storia è un mistero che solleva questioni differenti e…