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Il cappello del maresciallo
Caro maresciallo Bellomo,posso darLe del “tu” e chiamarLa per nome?Caro Nitto, ormai ci conosciamo e posso dire che siamo entrambi della bassa. Del cremonese, intendo, anche se abbiamo entrambi origini meridionali. Non sei siciliano? Ecco, il mio bisnonno era di Lampedusa e mio papà laziale, ma non per via del calcio. La curva, per lui, è solo un tratto di strada che preferirebbe evitare, visto che anni fa l’aveva completamente tagliata fuori lasciando che l’auto, una vecchia Kadett mille, si ribaltasse, con tutta la famiglia a bordo più una suora, in un campo sperduto a pochi chilometri dalla città. Ma quale ambulanza? Per un po’ di sangue dal naso. Siamo…
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L’inizio
… In un guardaroba ridotto, che un tempo apparteneva alla stanza matrimoniale dei genitori di Linda. Quel nido segreto e raccolto era un rifugio sicuro dove poter sognare. A malapena riusciva a contenere un letto, un minuscolo armadio e una scrivania, ma da ragazzi non si ha bisogno d’altro… solo della propria tana dove nascondersi quando il quotidiano urla un po’ troppo e non lascia respiro. Finalmente il leggero taglio sul polso destro ha smesso di sanguinare; le fragili vene bluastre pulsano ancora a ricordarle quanto troppo impulsiva sia stata a reagire di fronte alla rabbia della sorella. – Sei una cretina, pensi solo a te stessa e te la…
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Silenzio sugli spalti
– Silenzio sugli spalti! O verrete penalizzati! Torniamo immediatamente seri, ognuno nuovamente affaccendato nelle proprie cose. Albi torna a smanettare sull’iPad per terminare una versione di greco; io riprovo a connettermi col cellulare per scoprire finalmente come potrebbero andare le cose. Tanto epica l’ho già studiata e i problemi di algebra sono una stupidata, che posso fare una volta rientrata a casa. Potrei persino risolverli in macchina mentre mia mamma, coi suoi tempi, mi porta a scuola, tanto a cento metri dal semaforo giallo lei inizia a frenare! Mezz’ora per fare tre chilometri. Poi, quando si immette in tangenziale sembra Schumacher. Non ho parole. Tra una divagazione mentale e l’altra,…
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Dieci donne
Cara Natasha,come stai? Ricevi ancora nella casa oltre il giardino? Lo so, scusami, sono trascorsi sei anni senza che mi sia mai fatta sentire. Mi conosci, d’altronde: non amo esser troppo analizzata e con te è un po’ così. Per di più, sai quante volte ho iniziato a scrivere e poi piantato lì? Scommetto che lo sai, se hai parlato di me con l’amica che mi ha regalato la tua storia. Tua e di Francisca, Mané, Juana, Simona, Layla, Luisa, Guadalupe, Andrea, Ana Rosa. Sono tutte e nessuna. La tua Serrano è geniale nel dipingere il ritratto della meravigliosa imperfezione che contraddistingue noi donne. Un medline dell’esistenza femminile. Basta osservare…
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Anni verdi
Cara Teresa,ti immagino seduta accanto a me che racconti di un tempo trascorso, sentito e amato all’ombra di armoniosi accordi. Gli stessi che alcuni giorni fa ho ascoltato su YouTube? Gli stessi che ho ascoltato al museo del violino in compagnia di amiche lontane? O quegli accordi sono solo tuoi, preludio di un momento che mai avresti voluto giungesse, ma che hai accolto con la semplicità di quand’eri bambina? Alzo lo sguardo e osservo la tua luna. Non importa se ha offuscato le stelle, quelle si nascondono soltanto. Brillano, continuamente brillano nei pensieri cari di chi resta. Non esiste alba, non c’è alcun tramonto. Esiste solo la melodia eterna degli…
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Anima tormentata
Cara Linda,grazie per avermi mandato le tue lettere. In esse mi sei apparsa come un’anima che, nel bene e nel male, sembra cercare di esprimersi senza filtri. Cresce, cade e cerca di rialzarsi. Sei come molti e come nessuno, così è fin troppo semplice identificarsi con te e i tuoi amici. Chi sei veramente? Spero di scoprirlo attraverso i tuoi fogli, a volte brutalmente stropicciati, altre romanticamente eleganti. È davvero cominciato tutto con il suono acuto di una sirena lontana che…? “…Interrompe bruscamente l’atmosfera tranquilla di una grigia domenica novembrina e stride contro la calma apparente celata dietro le finestre di un piccolo appartamento di provincia. La lettera appena stropicciata…
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El Rey Leon
Vediamo… Astrologando.itOroscopo della settimana.Aspetta un attimo. Meglio quello del giorno. Direi che mi interessa cosa accidenti riuscirò a fare oggi, non tra due giorni. Devo vincere! Voglio vincere!– Giugia, ma cosa guardi??? Che asina, non crederai mica a quello che scrivono sulle stelle! Come se tutti i leoni come te potessero avere la stessa giornata! O la stessa sfiga, che è peggio!– Te credo. Tra poco giochi. E comunque, non hai bisogno di leggerlo: tu non sei un leone qualunque. Tu sei… il leone!– Davvero? Grazieee. Vieni qui che ti do un bacino.– Che schifo, ma sei scema? Mio fratello è il solito: un attimo ti prende per i fondelli…
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Caro Antonio
Caro Antonio,mi spiace molto per la tua perdita, che poi è anche la perdita di tutti noi. È addolorato persino Firmino il topo. Si è modernizzato, sai? Manda messaggi per WhatsApp e bazzica per i Social. Beh, visto il disastro subito, s’è dovuto adattare pure lui. Hai notizie di Zorba e della gabbianella Fortunata? Sono rimasta rapita dalla loro storia, ma non ricevo notizie da parecchio tempo, per la precisione dal 2010, quando ho comprato il loro romanzo in una libreria di Cremona. Da allora più nulla. Mi sembrava d’averli visti a San Benedetto del Tronto nel 2014, dalle parti del molo, ma immagino di aver preso un abbaglio: probabilmente…
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Amnesia
Cara Dora,ti saluta il nostro amico Firmino, il topo. Gli ho scritto ieri, ma conoscendolo nutro qualche dubbio sulla possibilità di ricevere una risposta.Conosci anche tu la sua ingordigia? Con l’età credo di essere diventata relativamente nostalgica, forse perché la mia memoria, non proprio brillante, riesce con maggior facilità a fissare accadimenti del passato e meno del presente. Scrivervi mi riporta ad un tempo in cui avevo meno paura di mostrarmi e realizzare, semplicemente per il gusto di farlo, piccoli progetti al di sopra delle capacità personali: gli incontri in alcuni gruppi di lettura, la scrittura, le presentazioni, persino la realizzazione di una semplice biblioteca usufruibile anche da chi ormai…
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Ricomincio da te
Caro Firmino, ricomincio da te, il mio amico topo, in cui ogni tanto mi specchio. Come te, vorrei ma non posso e, quando posso, mi boicotto. Entro in un mondo diverso dal mio e ci annego, come te. Eppure, sempre come te, non riesco mai ad abbandonarlo del tutto; non riesco a lasciare le pagine polverose della mia libreria o dei luoghi che fino a poco tempo fa frequentavo. Prima dell’isolamento, prima di ammalarmi; ma non preoccuparti, ora sto bene e posso tornare a chiacchierare con te e i tuoi, che dico, nostri compagni d’avventura. Tutti abbiamo una storia che, più o meno direttamente, si riflette nelle pagine che raccontano…