Racconti del mio Re Leone

  • La vittoria degli under 12
    Racconti del mio Re Leone

    Conseguenze

    Ho perdonato mia madre per esser stata, per ovvie ragioni, la grande assente durante la finale giocata da mio fratello ai mondiali di Rochefort? Io sì, ma Teo le ha tenuto il muso, mi pare, per circa due mesi, giorno più giorno meno. Non posso dargli tutti i torti, visto che quella piccola Alice persa nel suo mondo – ma guarda te cosa devo mai pensare della donna che mi ha messa al mondo – è riuscita a far perder l’esito della partita pure a me. Strabiliante conseguenza dell’azione irresponsabile e pure un tantino imprudente del mio genitore femmina: l’indipendenza del figlio maschio, il quale ha imparato a sbrigarsela da…

  • Coppa e medaglie subbuteo
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    Grida di giubilo

    All’improvviso il Velodromo intero rimbomba delle grida di giubilo di chi ancora stava seguendo la competizione, nonostante l’ora tarda. Nonostante le contrazioni nervose dello stomaco, digiuno da ore.Eh sì, perché, colazione a parte, mentre si gareggia, non è che ci sia anche il tempo o la possibilità di sgranocchiare qualcosina. Magari! E anche se fosse, il regolamento ufficiale vieta categoricamente di mangiare in prossimità dei campi. Bere non mi è ancora molto chiaro se sia consentito o meno, visto che, al termine dei tornei, quando le luci si abbassano, l’eco torna a rimbalzare tra le pareti della palestra e gli accompagnatori scalpitano per rientrare a casa, sotto i tavoli da…

  • Al bar
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    Effluvi alcolici

    Che c…avolo, ma dove siete state fino ad ora tu e le tue amiche?Ringhio astiosa nell’orecchio di mamma, strattonandola per un braccio e trascinandola al bar del Velodromo senza troppo sforzo. Ci facciamo largo nella calca sudata e pure leggermente nauseabonda che circonda i campi da gioco. Non capisco se mi dia fastidio l’odore acre di sudore o gli effluvi alcolici della trappista che tutti quanti tracannano al posto dell’acqua. Non sono certa che, da queste parti, i rubinetti siano sobri. Mi sa che il colore azzurro su di essi stia per birra e il rosso per vino. Volendo della minerale, la si prende al torrente. Che poi una bottiglia…

  • Racconti del mio Re Leone

    In tempo per vederlo

    Eccolo lì, mio fratello, pronto al tiro della sua vita. Tre minuti alla fine del secondo tempo e se riesce a pareggiare, la coppa della vittoria se la porta a casa veramente. Vorrei soltanto che mamma tornasse in tempo per vederlo. Ho dato, come sempre, una sbirciatina ad Astrologando e ho letto che il desiderio di esplorare situazioni nuove potrebbe portarla a perdere un pochino il contatto con la realtà. Pensa te, sembra proprio che si stia parlando di lei sul portale dell’oroscopo. Mi piacerebbe conoscere anche i segni zodiacali delle sue amiche. Temo siano tutte dei Gemelli. Oppure potrebbero averne l’ascendente. Potrebbero essere pure del Sagittario o dell’Ariete, segni…

  • Racconti del mio Re Leone

    Un’ombra

    Qualcosa si muoveva.– Ve lo giuro, ho visto un’ombra spostarsi dietro la finestra rotta! Siamo nella merda veramente, adesso. Al grido rauco e inaspettato dell’amica, Sara aveva stretto, rannicchiandosi il più possibile, le braccia intorno al petto, come se volesse ripararsi in un golf di morbido cachemire. Peccato indossasse soltanto una leggerissima camicetta in cotone azzurro. Le maniche a sbuffo e la minuta rouge che rifiniva il profondo scollo a v, da lontano, la ringiovanivano di almeno una decina d’anni. Merito anche della folta chioma corvina e del fisico tonico, mantenuto tale dalle due ore settimanali che trascorreva nella palestra di casa. Alice sapeva che Sara non se la passava…

  • La valigetta di subbuteo
    Racconti del mio Re Leone

    In finale

    In finale, finalmente!– Grande Teo, sei in finale! Tra poco cominci la partita. Carico, ok?– Come no, sono sfinito, però mi sto divertendo un bordello. Sono stato fortunato: fin ora, mi sono scontrato con gente del mio livello…, ma la finale è tutt’altra roba.– Ma pensa che figata se ti portassi a casa la coppa del mondo… Senti, ora provo a chiamare mamma. Non è ancora rientrata e rischia di perdersi la partita.– Come se le importasse… Stava ridendo, mio fratello, lasciando in sospeso un pensiero pronunciato ad alta voce. Aveva strizzato gli occhi a mezza luna, abitudine in comune con me e caratteristica di famiglia che permetteva di intuire…

  • Racconti del mio Re Leone

    Arrendersi mai!

    Arrendersi? mai! Quando Alice aveva lasciato la palestra in cui stavano gareggiando i figli, il border stava chiamando il secondo tempo dei quarti. Teo aveva schierato la squadra grigiorossa in posizione d’attacco, per nulla preoccupato di trovarsi di fronte ad un gigante del calciotavolo spagnolo. Lo sguardo sereno e le labbra appena sollevate in un sorriso divertito avevano lasciato intendere alla madre che allontanarsi per bere una birra trappista o un caffè annacquato con le amiche fosse una gran bella idea. Era stufa marcia di starsene seduta in bilico su una trave per ginnaste, collocata a mo’ di spalto in un angolo della palestra. Alle otto del mattino i pochi…

  • Racconti del mio Re Leone

    Piste cyclable

    Piste cyclable. Il cartello era fissato a pochi passi da loro, ben visibile dalla carreggiata che avrebbero dovuto ripercorrere Alice, Laura, Giovanna, Sara e Lisa, per rientrare al Velodromo dove si stava ancora disputando la prima giornata del Campionato Mondiale di Jemmelle.Oltre il segnale stradale che vietava ai veicoli a motore di sfrecciare lungo il sentiero sterrato si intravedeva un fitto bosco di latifoglie, intervallato qua e là da abeti altissimi. Quel segnale pareva proprio essere l’invisibile porta d’accesso a Terabithia. – Ragazze, scusate, ma non possiamo proprio riprendere la statale con un paesaggio simile!– E se ci perdiamo?– Ma chi??? Hai visto anche tu sull’opuscolo che Rochefort è collegata…

  • Racconti del mio Re Leone

    Quattro anni

    Quattro anni passati a sfidare mio fratello. Quattro anni in cui lui ha sfidato me. Una partita, un’altra, un’altra ancora. Risultato: lui vince e io perdo. Lui perde a scuola e io vinco. Finiamo pari se si tratta di amici. Sono in svantaggio se ci sono di mezzo mamma e papà. Secondo me lui è il preferito, anche se dice la stessa cosa di me. Come fa a pensarlo, visto che il suo tatuaggio l’ha fatto in un centro Tattoo, dove gli hanno iniettato un omino di subbuteo tutto nero nell’avambraccio sinistro? Ma quella volta, in Belgio, mia madre non poteva perdersi sul serio? Con me ha fatto un sacco…

  • Racconti del mio Re Leone

    Quanta gente…

    Ehilà, salve a tutti! Oh mamma, quanta gente si vede dal podio! Non sembravano così tanti, prima di vincere. Mi gira la testa e le gambe poi… un disastro. Tremano come se fossi nel bel mezzo di una tempesta di neve. Eppure, ci saranno almeno 27 gradi. Mannaggia a ‘sti pantaloncini informi e dalla lunghezza improbabile: al ginocchio. Vorrei tanto sapere chi è quel genio che li ha disegnati. No perché chi li ha scelti per noi donne lo conosco benissimo. Il Presidente della Federazione in persona. Un uomo. Mi chiedo come faccia mia mamma a dire che mi stanno da Dio. Sono larghi e mi abbassano di almeno cinque…