Una volta ho creduto
Cara Teresa,
come te ho creduto, e credo ancora, che tra i poteri di un libro ci sia la capacità di modificare le nostre sensazioni, talvolta persino le più radicate convinzioni. L’inchiostro viene assorbito dalla carta nello stesso modo in cui un dolore, nostro o di altri, viene compreso e custodito nel nostro cuore. Diviene parte di noi. Mi confortano le tue parole, riescono ad infondere nel mio animo il desiderio di trovare serenità anche di fronte alle barriere. Allora, forse, oltre quel vetro, la distanza si annulla per lasciar spazio alla dolce contemplazione e al maturo amore.
Una volta ho creduto
che la sofferenza fosse
solo di una parte,
ma i libri questo
m’hanno dato
la certezza che altri
soffrivano l’ingiustizia
con pari intensità.
Allora ho amato tutti
e la sofferenza comune
è passata in me
ed io la porto ormai
gelosamente custodita
come il più bel ricordo.


