Parole di carta della letteraE
Le poesie di Teresa

Parole di carta

Cara Teresa,
ognuno custodisce nel cuore il ricordo caro di un volto che trasforma in sorrisi ogni tremula fiammella. Riscalda, dolcissima, la mano che gela al tocco non voluto del pianto. Quel focolare, sempre acceso, diventa tuo, si rinforza, cresce e diventa d’altri. Ti immagino seduta, accanto al camino, con il capo chino appoggiato languidamente alle ginocchia. Ascolti una lettura nel silenzio irreale della mente. Tutto si sospende, ogni triste emozione si spegne, la guerra termina. Lo spirito s’innalza a nuovi saperi. Resteranno tuoi per alcuni anni, ma non per l’eternità. Prenderanno forma man mano in un taccuino nero, intriso d’inchiostro blu. Lo porterai con te, simbolo forte d’amore imparato, amato e lasciato. Lascerai la tua casa, non gli affetti. Lascerai i tormenti, non tutti i pregevoli intenti. Le parole di carta ricamate basteranno per lasciarti sperare ancora. Non importa se non sarà ora. Sarà già tanto e, sono certa, basterà.

Vorrei esserti vicina
seduta presso il focolare
come nelle sere della guerra
quando tra tanto odio
tu mi insegnavi ad amare
e nella tua sensibilità infinita
a piangere l’altrui dolore.
Vorrei esserti vicina
a te chiedere consiglio
a te che davi solo amore
Riprenderei poi ad andare
ricca della tua dolcezza
colma della tua bontà
e certo tornerei a sperare.

Continua venerdì 17 luglio.

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