Breve e intensa la primavera
Le poesie di Teresa

Breve e intensa

Breve e intensa la primavera non ha mostrato tutti i suoi frutti, li lascia immaginare schiudendo l’orizzonte a scorci di ricordi lontani. Il mare verde smeraldo che sa di lago, il rintocco del campanile oltre la montagna, le luci psichedeliche in una notte di festa accendono i sensi in una polca provinciale. Altri tempi.

Passeggio ancora come allora, ma sono sola lungo il ciglio della strada. Per quanto ancora?
Alzo gli occhi e rincasando respiro il profumo dei pomodori soffritti. Sa di buono. Sa di casa. Sa di noi. Sa della nostra coraggiosa Italia.

Giugno è alle porte e l’aria, finalmente, si riempie dei miei lontani natali. Sfiorisce il tempo dell’attesa, si fa gemma che fiorisce l’abbraccio mancato ai propri cari.
Non era ieri. Non sarà oggi il domani. Domani. Sì, ora voglio sognarlo il tempo di domani.

Breve e intensa
la primavera
già sfioriscono
le acacie,
nel cielo lattiginoso
della sera
sfioccano i pioppi,
mite il vento
porta profumi
di zagara,
l’aria si fa più languida
mentre lontano la luna sale

Oltre la montagna
Oltre la montagna, il domani.

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