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Abbandonarsi ai ricordi
Ho sempre amato la scatola in cui tu e mamma avete conservato vecchie foto di famiglia. Quante volte ho aperto l’armadio, preso il contenitore, alzato il coperchio e sbirciato a bocca aperta, da bimba sognante, i volti in bianco e nero, sbiaditi, annebbiati dal tempo. Volti noti e volti lontani, poco conosciuti o conosciuti affatto. Come il volto del bisnonno, di cui evidentemente ho ereditato non i tratti, ma l’amore per il mare. Lo so, non navigo come lui, ma so d’amarlo. Lo amo a tal punto da esserci tornata subito, tra le sue onde, nonostante ci stessi annegando. Ti avevo disobbedito, come fanno tutti i ragazzini per imporre il…
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Parole di carta
Cara Teresa,ognuno custodisce nel cuore il ricordo caro di un volto che trasforma in sorrisi ogni tremula fiammella. Riscalda, dolcissima, la mano che gela al tocco non voluto del pianto. Quel focolare, sempre acceso, diventa tuo, si rinforza, cresce e diventa d’altri. Ti immagino seduta, accanto al camino, con il capo chino appoggiato languidamente alle ginocchia. Ascolti una lettura nel silenzio irreale della mente. Tutto si sospende, ogni triste emozione si spegne, la guerra termina. Lo spirito s’innalza a nuovi saperi. Resteranno tuoi per alcuni anni, ma non per l’eternità. Prenderanno forma man mano in un taccuino nero, intriso d’inchiostro blu. Lo porterai con te, simbolo forte d’amore imparato, amato…
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Piccolo leone
Caro Stefano,grazie per la lettera che mi hai mandato. Che efficienza il servizio postale! Ti prendo in parola e le tue poesie le trascrivo qui, sul blog.Mi sembra di vederti, mentre sorridi sornione, aprire Marinai e Poeti sono tutti morti a pagina venticinque, perché già sai quale avrei scelto per prima: un piccolo re. Certo, qualche tentennamento l’ho avuto, sono così tante le costellazioni e tutte straordinariamente affascinanti. Vorrei imparare a conoscerle come mio fratello, che anni fa si è comprato un telescopio per osservare da vicino il cielo d’Africa. Credo ci sia quasi annegato. Oceano e firmamento si assomigliano a tal punto, nel mistero profondo che li avvolge. Tuttavia,…
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Raccolte
Caro papà,grazie per avermi consegnato l’ultima delle tue raccolte poetiche, la quarta, tanto per esser precisi. Sono immensamente felice di poter condividere i tuoi pensieri, testimonianza dell’impegno che in questi anni tu e mamma avete insegnato ai vostri figli, ai nipoti e a tanti altri. Ringrazio entrambi per avermi insegnato che il buio può essere lasciato alle spalle e mi auguro di diventare “tosta” come voi, anche se la strada, ne sono consapevole, sarà ancora lunga. Mi avete insegnato, scrivendo entrambi poesie, che nelle relazioni, alla fine, un punto in comune si può sempre trovare. Eppure, sembra così semplice dimenticarsene… Spero che anche mamma mi consegni i suoi nuovi versi:…
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Che sia passata
Siamo certi che sia passata? Lo vedo, sì, il sole che ha ripreso a scaldare il piccolo cuore infreddolito, ma siamo certi che riacquisterà la giusta melodia? O sarà soltanto una stravagante aritmia?Nelle tenebre il silenzio tremante si è spezzato. Un tonfo sordo, un sasso lanciato da mani scure quanto la notte. Ora tutti sanno. Ora si smette di stare a guardare. Incendi, vetri rotti e corse affannate. Un tonfo ancora. No, uno sparo. Un altro. E un altro ancora. Meschino e inutile. Comunque, il vento ora riesce a farsi sentire, corre e non si ferma. Ci sono tutti i colori del mondo in quella corsa. Temi diversi di dissonanti…
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Breve e intensa
Breve e intensa la primavera non ha mostrato tutti i suoi frutti, li lascia immaginare schiudendo l’orizzonte a scorci di ricordi lontani. Il mare verde smeraldo che sa di lago, il rintocco del campanile oltre la montagna, le luci psichedeliche in una notte di festa accendono i sensi in una polca provinciale. Altri tempi. Passeggio ancora come allora, ma sono sola lungo il ciglio della strada. Per quanto ancora?Alzo gli occhi e rincasando respiro il profumo dei pomodori soffritti. Sa di buono. Sa di casa. Sa di noi. Sa della nostra coraggiosa Italia. Giugno è alle porte e l’aria, finalmente, si riempie dei miei lontani natali. Sfiorisce il tempo dell’attesa,…
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Una volta ho creduto
Cara Teresa,come te ho creduto, e credo ancora, che tra i poteri di un libro ci sia la capacità di modificare le nostre sensazioni, talvolta persino le più radicate convinzioni. L’inchiostro viene assorbito dalla carta nello stesso modo in cui un dolore, nostro o di altri, viene compreso e custodito nel nostro cuore. Diviene parte di noi. Mi confortano le tue parole, riescono ad infondere nel mio animo il desiderio di trovare serenità anche di fronte alle barriere. Allora, forse, oltre quel vetro, la distanza si annulla per lasciar spazio alla dolce contemplazione e al maturo amore. Una volta ho credutoche la sofferenza fossesolo di una parte,ma i libri questom’hanno…
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Per la stessa strada
Cara Teresa, vorrei lenire la tua tristezza, per non sentire la mia, per non ascoltare i timori del mondo. Non è abbandono la solitudine. Può essere dolce e lento ripensamento. Cos’è la distanza, se non la misura degli affetti? Ciò che ora ci tiene lontani, presto ci riavvicinerà in modo nuovo. Sta a noi cercarlo, per la promessa fatta, per la strada che percorrendo trovavamo d’aiuto. E’ lì, dietro i tralicci di vite rossa, e si espande pian piano. Fluisce lentamente e si fa acqua. Immobile, cheta acqua. Vita, soltanto vita. Per la stessa stradacominciammo andarecamminando a fiancopronti ad aiutarcidicevamo.Ma eccoci quiestranei a noi stessisenza mai tendereuna manoLa nebbia ci…
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E poi fu il sole
Cara Teresa, non ho mai anelato tanto un raggio di tepido sole come in questi pochi interminabili mesi. Trovo la dolcezza delle tue parole perfetta per comprendere quanto valore abbia assunto oggi quel quotidiano dato per certo sino all’altro ieri. Come me, non avresti mai potuto immaginare di perdere il delicato sbocciare dei fiori selvatici lungo le rive del fiume. Tutto sembra perso, ma voglio immaginare, come te, che sia solo una momentanea sospensione. Accedo al cloud e navigo tra le fotografie come se fossi un pescatore in cerca di ancorare la piccola barca su un rivo sicuro.Le scorro, lentamente, una ad una, finché un ricordo improvviso rinasce rasserenandomi. E…
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Anni verdi
Cara Teresa,ti immagino seduta accanto a me che racconti di un tempo trascorso, sentito e amato all’ombra di armoniosi accordi. Gli stessi che alcuni giorni fa ho ascoltato su YouTube? Gli stessi che ho ascoltato al museo del violino in compagnia di amiche lontane? O quegli accordi sono solo tuoi, preludio di un momento che mai avresti voluto giungesse, ma che hai accolto con la semplicità di quand’eri bambina? Alzo lo sguardo e osservo la tua luna. Non importa se ha offuscato le stelle, quelle si nascondono soltanto. Brillano, continuamente brillano nei pensieri cari di chi resta. Non esiste alba, non c’è alcun tramonto. Esiste solo la melodia eterna degli…