Orologio astronomico
Le poesie di Stefano

Piccolo leone

Caro Stefano,
grazie per la lettera che mi hai mandato. Che efficienza il servizio postale! Ti prendo in parola e le tue poesie le trascrivo qui, sul blog.
Mi sembra di vederti, mentre sorridi sornione, aprire Marinai e Poeti sono tutti morti a pagina venticinque, perché già sai quale avrei scelto per prima: un piccolo re.

Certo, qualche tentennamento l’ho avuto, sono così tante le costellazioni e tutte straordinariamente affascinanti. Vorrei imparare a conoscerle come mio fratello, che anni fa si è comprato un telescopio per osservare da vicino il cielo d’Africa. Credo ci sia quasi annegato. Oceano e firmamento si assomigliano a tal punto, nel mistero profondo che li avvolge.

Tuttavia, non lo faccio. Regolo l’attenzione altrove. Credo mi spaventerebbe inoltrarmi in lidi tanto distanti da me. Temo che perderei interesse cercando di comprenderne le dinamiche. Preferisco che l’universo resti mistero. Poiché vicino al divino?

Regolo, l’alfa del Leone
domina il cielo;
sigillo di re
bianca e viva
come l’avorio.
Nella notte Nera
con la brezza che punge
sul viso
a primavera.
questa notte
I nobili usciranno per strada
dalle loro grotte
Si ciberanno del Sangue
di quelli che non hanno osato
alzare la testa e guardarli
Le lame affilate
delle loro spade
scintilleranno sotto la Luna
Copriranno di incomprensibili
scritte scarlatte
i muri macilenti
Lanceranno
i destrieri
verso l’orizzonte
la linea che separa la terra
dall’infinito ed
il tempo presente
dall’eternità
di loro rimarrà
labile traccia
in balia del Tempo

(Stefano Torre)

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