La Riviera d'Ulisse rimane un appassionato ricordo
Lettere di Linda

Ricordo

La Riviera di Ulisse rimane un appassionato ricordo, un’avventura forse di poco conto da raccontare alle amiche avide di immagini e sapori piccanti. Linda se le immagina, Emma e Giulia, mentre sbavano fantasticando coi brividi lungo la schiena su improbabili acrobazie lussuriose. Le viene da ridere, solo un attimo, poi si fa seria e un fastidioso piccolo senso di colpa si insinua nei capillari del cuore. Come un disegno sconcio scarabocchiato di nascosto sul banco, cancella l’umido di quel bacio tossico e concentra tutta se stessa su nomi, aggettivi e pensieri d’inchiostro azzurro che sono per lei un porto sicuro. Tanto la Bonetti sta interrogando le sfigate del giorno.


18 SETTEMBRE 1991

Ciao Amore,
come te la passi oggi?
Mentre ti sto scrivendo la proffa di filo sta interrogando la Cinzia e la Daniela su Kant e Rousseau.
Io sinceramente volevo approfittare di quest’ora per studiare italiano, ma… mi manchi troppo.
Spero che questo pomeriggio tu sia in casa perché vorrei passare da te. Mi mancano i tuoi baci, le tue carezze, le frasi dolci che dici nei momenti più impensabili, i morsi e anche gli schiaffi che mi dai quando lo facciamo.

Questa mattina ero un po’ giù di morale perché, come al solito, ho avuto da ridire con lo sciagurato, intendo quello che, seppur in minima parte, mi ha dato la vita. Ma che dico? Mia madre mi ha iniziata al mondo, non lui. Lui è solo un microscopico spermatozoo, avariato, per giunta! Ammetto che l’anno scorso mi sono comportata da cretina e incosciente, però non è giusto approfittare di ogni momento per ricordarmi e soprattutto rinfacciarmi di essere stata bocciata alla maturità! Posso accettarlo da mia mamma, ma non da uno che ne ha combinate d’ogni!

Come può volere un’altra possibilità, se non la concede a me! Non è forse vero che sbagliando si impara? E allora perché non darmi fiducia pur sapendo perfettamente che fino all’anno precedente avevo la media del nove!
Non sopporto che mio padre (padre, ma quale padre?), mi consideri una bambina capricciosa ed è assurdo che mi dia contro, tutte le volte che ci vediamo (fossero tante poi!!!)
Mi fa andare in bestia il fatto che se si mette a sbraitare, non riuscendo a ribellarmi, scarico tutto il mio nervoso su di te.


Questa mattina si è imbufalito perché Luna non si è alzata per andare a rispondergli al telefono… Eh te credo: ha chiamato in piena notte! Secondo te mia mamma doveva svegliarla per dare la buona notte al caro paparino? Ma stiamo scherzando!!! Ovviamente poi se l’è presa con mamma che non c’entra nulla, poverina.
Giuro, a volte mi viene voglia di disfargli la faccia o addirittura di accoltellarlo, almeno la finisce di lamentarsi per delle stronzate!

Vorrei dirti tante e tante altre cose, ma la proffa ha finito di interrogare, quindi devo stare attenta alla nuova lezione.
Ti amo. Linda


18 OTTOBRE 1991

Carissimo Davide,
questa è la lettera più importante che mai ti abbia scritto. Per di più è trascorso quasi un anno dall’inizio della nostra storia.
Molto probabilmente non avrò il coraggio o la faccia tosta per consegnartela, comunque, anche se non dovessi mai riceverla, mi sarà servita come sfogo personale.

Se, per caso, questa lettera giungerà nelle tue mani, prima di procedere alla lettura, è giusto che tu sappia che tutto ciò che vi è contenuto, l’ho pensato in un momento molto particolare, in cui mi sentivo terribilmente sola.

Ho pianto tanto ieri sera, quando ti ho telefonato. Mi sentivo vuota e, non so per quale motivo, tu sembravi inevitabilmente lontano, così terribilmente distante, come se fra noi non fosse rimasta neppure la più piccola briciola d’amicizia da spartire.

In questi giorni mi sento un po’ trascurata e questo mi fa soffrire tantissimo.
Non posso fare a meno di pensare a come fossimo diversi io e te sino ad un anno fa, a come fosse bello stare sempre insieme, passeggiare per il centro, mangiare al Break…Come erano dolci le tue telefonate quando per uno, al massimo due giorni non ci vedevamo.

Sai, mi mancano tantissimo quei momenti, anche se immagino sia normale che ci si raffreddi un po’ andando avanti: non si può vivere sempre appiccicati, bisogna pensare al futuro, ognuno ha la propria strada da percorrere ed i propri interessi e desideri da soddisfare. Non si vive di solo amore!
Di recente mi sono resa conto di non essere più il centro del tuo universo e questo un po’ mi ha infastidita, forse perché io ho sempre anteposto la tua persona ad ogni mio interesse.

Se mi incavolo quando non ci vediamo è perché, egoisticamente, penso che, al contrario di te, del tempo da trascorrere insieme riesco sempre a trovarlo, anche quando proprio non l’avrei! Non riesco a capire perché io ci riesco e tu no…
So che, a queste affermazioni, potresti facilmente ribattere sostenendo che la mia vita è completamente diversa dalla tua e che, a parte i pochi momenti in cui studio, non faccio nient’altro. Verissimo, ma sono tante le cose che vorrei fare e non faccio perché altrimenti non avrei spazio e tempo per te!

Devi ammettere che il nostro rapporto è profondamente cambiato e va a vanti a forza di discussioni e litigate. Per non parlare poi degli imbarazzanti silenzi che sempre più spesso si creano tra noi!
Sino ad oggi sono stata troppo orgogliosa per poter ammettere apertamente che parte della colpa è sicuramente mia e del mio carattere così introverso e lunatico, forse inconciliabile col tuo. Credo anche, però, che questo momento di crisi possa servire per migliorare ciò che tra noi c’è di stupendo, aprendo finalmente quel dialogo che entrambi riteniamo necessario.

Ti prego, se mi vuoi bene, sforzati per dare il giusto significato alle mie parole e, se puoi, cerca anche di trovare dieci minuti per stare con me.
Non credevo che amare una persona fosse così complicato.
Eppure, sei la cosa più bella che mi sia capitata.

Ti amo tantissimo, tua per sempre.
Linda


18 NOVEMBRE 1991

Caro Dodo,
mentre ti scrivo sto piangendo. vorrei tanto che tu fossi qui ad aiutarmi: mi sento così sola, il vuoto pervade la mia mente e mi trascina in un labirinto di vortici oscuri.
Non ne posso davvero più di sentire mia sorella bestemmiare e urlare. Vorrei tanto andare via da qui al più presto. Ci credi se ti dico che non mi piace proprio per niente vivere? Credo che non valga la pena darsi tanto da fare per ottenere questo o quello se poi si è privati della cosa più importante, più bella, unica che abbia l’uomo: l’amore!

A volte ti invidio un po’: quando tua madre è lucida, i tuoi genitori sanno essere persone meravigliose, ti vogliono molto bene e di questo ne sei consapevole. Non dico che detesto la mia famiglia, vorrei soltanto che stessero zitti e non combinassero guai.

Temo di essere arrivata al capolinea e non so quanto poco manca a farmi crollare.
Ciò che mi tormenta di più è il rapporto negativo che ho con mio padre e la sua ingombrante assenza dal momento che poi tendo a scaricare il mio nervosismo su di te.

Scrivere in questo momento sta diventando particolarmente difficile dal momento che non riesco ad isolarmi dalle urla che provengono dal soggiorno. Ti prego, torna presto dalla partita e telefonami poiché in questo momento ho bisogno di sentirmi amata.

Vorrei dire a mia madre e a mia sorella di smettere di litigare, ma effettivamente servirebbe? La mia voce, loro, non la ascoltano, rimbalza soltanto tra le mura di casa come la pallina rosa di kryptonite con cui giocavo da bambina.
La maggior parte delle volte litigano per delle cazzate come una stanza in disordine o il terrore di mia madre di non arrivare a fine mese. Sinceramente non ne posso più! Soldi, soldi, soldi, ma sono poi così importanti questi soldi? Sì, purtroppo lo sono… Certe volte li odio perché la loro penuria uccide.

Sai cosa non sopporto?
Vederle a braccetto la domenica per andare a messa, quando poi a casa si scannano. Dicono di essere credenti e poi si comportano male, almeno io in chiesa non ci vado proprio!

Basta! In questa casa non si sentono altro che urla e io non ho più voce, non ho più la forza di lottare, mi sto lasciando affogare nel labirinto oscuro. Non ho più fiducia in nessuno.
Un giorno riuscirò a mettere fine a tutto questo, non voglio mica vivere complessata, lo sono già abbastanza… Voglio andarmene, andarmene per sempre!

E dire che un tempo eravamo tutti così felici… ricordo le gite al lago con la mitica squalo azzurra, i tuffi dagli scogli e mia sorella che cercava di convincermi a nuotare al largo perché io ero terrorizzata dalle alghe. Ma il momento che amavo di più era la cena al ristorante Riva Del Lago: seduti intorno alla tovaglia a quadri bianca e rossa in attesa del vassoio ricolmo di cozze marinate… quanta complicità allora… papà poi, per farci una sorpresa ci faceva servire le patatine fritte a forma di cuoricini.

Cosa…!? Piangi?… No, non farlo Linda, devi imparare ad essere forte e a sopportare i dolori. Ricorda, ci sono persone che soffrono molto più di te!
Sono qui immobile a lamentarmi della vita che mi è toccata, senza rendermi conto di quanto in realtà io sia fortunata a non avere altri guai se non quelli familiari. Forse, vista da fuori, con distacco ed obiettività, la mia esistenza non è così oscena come mi può sembrare. Ci sono così tante situazioni peggiori!

Grazie per avermi ascoltata.
Un bacione da Lia

Continua mercoledì 24 giugno.

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