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La ragazza nella nebbia
Caro Vogel,mi risulta strano, quanto difficile, scrivere a te. So bene che sei un personaggio di fantasia, ma la nebbia che ti avvolge tra le pagine riesce a renderti tanto nitido da immaginarti vivo. Pare una contraddizione, una sorta di ossimoro della percezione. In fin dei conti, è questo che fanno i libri: talvolta, distorcono la realtà. O l’immaginario? Probabile che dipenda dal lettore. Personalmente, preferisco pensare ad un processo di alterazione del vero. Se intuissi il contrario, avrei paura di confrontarmi col mondo là fuori. Di paura ne ho avuta tanta anche nel tuo universo, paura che possa essere riprodotto nel mio microcosmo.Ho cercato di non pensare, mentre leggevo,…
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L’arcano
Cara Liliana,sono preoccupata: non ricevo notizie da tua nipote Irene ormai da qualche tempo. Da quando, cioè, si è lasciata turlupinare da quella ciarlatana di una cartomante… Come si chiama? Marika? Mi sembra che abbia troppa influenza sulla tua adorata nipotina. Non vorrei che dietro la lettura dei tarocchi si celasse qualcos’altro. La nostra, fortunatamente, è una città tranquilla, ma da quanto raccontano, resta custode di oscuri segreti. E di strane, silenziose presenze. Se non ricordo male la tua famiglia, in passato, è già incespicata in situazioni non proprio piacevoli: non vorrei che Irene si trovasse in qualche guaio. La vostra storia è un mistero che solleva questioni differenti e…
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Innamorarsi a Parigi
Cara Annette,o devo chiamarti Annina?Avevi ragione tu, Parigi vive di mille luci diverse, alcune strabilianti, altre un po’ meno.Ci sono stata, sai, qualche anno fa e ora capisco perché molti se ne innamorino. Mentre l’attraversi, anche se di corsa, riesci a sentirne i profumi contrastanti e quanto cambi la luce da un quartiere all’altro! Sì, scusa, hai ragione, si dice arrondissement, non riesco mai a ricordarmelo. Fatto sta che, a seconda del luogo che percorri, provi la sensazione di attraversare un tunnel temporale: una volta sei nella Francia del Re Sole, un’altra in quella coloniale, un’altra ancora in uno sfavillante cabaret pieno di fumo degli anni Trenta. Sfavillante quanto il…
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Il cappello del maresciallo
Caro maresciallo Bellomo,posso darLe del “tu” e chiamarLa per nome?Caro Nitto, ormai ci conosciamo e posso dire che siamo entrambi della bassa. Del cremonese, intendo, anche se abbiamo entrambi origini meridionali. Non sei siciliano? Ecco, il mio bisnonno era di Lampedusa e mio papà laziale, ma non per via del calcio. La curva, per lui, è solo un tratto di strada che preferirebbe evitare, visto che anni fa l’aveva completamente tagliata fuori lasciando che l’auto, una vecchia Kadett mille, si ribaltasse, con tutta la famiglia a bordo più una suora, in un campo sperduto a pochi chilometri dalla città. Ma quale ambulanza? Per un po’ di sangue dal naso. Siamo…