Abbandonarsi ai ricordi
Ho sempre amato la scatola in cui tu e mamma avete conservato vecchie foto di famiglia. Quante volte ho aperto l’armadio, preso il contenitore, alzato il coperchio e sbirciato a bocca aperta, da bimba sognante, i volti in bianco e nero, sbiaditi, annebbiati dal tempo. Volti noti e volti lontani, poco conosciuti o conosciuti affatto. Come il volto del bisnonno, di cui evidentemente ho ereditato non i tratti, ma l’amore per il mare. Lo so, non navigo come lui, ma so d’amarlo. Lo amo a tal punto da esserci tornata subito, tra le sue onde, nonostante ci stessi annegando. Ti avevo disobbedito, come fanno tutti i ragazzini per imporre il proprio diritto d’opporsi, per sfidare chi ne sa di più, imprudentemente, incoscientemente.
Ora è giunto il tempo dell’ascolto e vi sono grata per i racconti che, giorno dopo giorno, dissipano la foschia di passate istantanee.
L’ATTESA
Se non hai nulla
da offrire,
se non hai nulla da chiedere
crea un’attesa.
Ti sarò grato
domani
per quanto
mi dirai
al consueto incontro
Siamo due anime
che si parlano
in silenzio
per disponibilità
di affetto.
ASCOLTO
Ti dono
il mio silenzio
mentre ascolto
il tuo vissuto
di alterni sentimenti
Nel silenzio
dei presenti
il sentire
diviene presa d’atto.
Vera empatia
accanto alla speranza
di un cambiamento
per il tempo
che verrà
RICORDO
Ho colto
nei fuggenti sguardi
inespresse carezze
per lunghi anni
di vita
Ora
custode sono
per accoglierti
ancora
in dilatate membra
Alessandro la Rosa
