Lettere
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Fare il Premier
Caro Mattia,come stai? E’ trascorso qualche anno da quando, attraverso le pagine di un libro, dialogavi, anzi, ti confrontavi proprio, con il tuo maestro. Posso ben immaginare quanto tu sia cresciuto; se non ricordo male, hai quasi la stessa età dei mie figli. Una curiosità: il tuo nome di battesimo era uno tra i papabili quando ancora non avevo scelto come chiamare il mio secondogenito. Normale che ti scriva. Dopo tutti i cambiamenti di questi ultimi mesi, mi chiedo se tu sia ancora così convinto di voler fare il Premier. Rappresenti una generazione che già si stava ripensando, così soggetta alla fluidità di un’epoca che non lascia spazio alla lentezza…
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L’arcano
Cara Liliana,sono preoccupata: non ricevo notizie da tua nipote Irene ormai da qualche tempo. Da quando, cioè, si è lasciata turlupinare da quella ciarlatana di una cartomante… Come si chiama? Marika? Mi sembra che abbia troppa influenza sulla tua adorata nipotina. Non vorrei che dietro la lettura dei tarocchi si celasse qualcos’altro. La nostra, fortunatamente, è una città tranquilla, ma da quanto raccontano, resta custode di oscuri segreti. E di strane, silenziose presenze. Se non ricordo male la tua famiglia, in passato, è già incespicata in situazioni non proprio piacevoli: non vorrei che Irene si trovasse in qualche guaio. La vostra storia è un mistero che solleva questioni differenti e…
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Innamorarsi a Parigi
Cara Annette,o devo chiamarti Annina?Avevi ragione tu, Parigi vive di mille luci diverse, alcune strabilianti, altre un po’ meno.Ci sono stata, sai, qualche anno fa e ora capisco perché molti se ne innamorino. Mentre l’attraversi, anche se di corsa, riesci a sentirne i profumi contrastanti e quanto cambi la luce da un quartiere all’altro! Sì, scusa, hai ragione, si dice arrondissement, non riesco mai a ricordarmelo. Fatto sta che, a seconda del luogo che percorri, provi la sensazione di attraversare un tunnel temporale: una volta sei nella Francia del Re Sole, un’altra in quella coloniale, un’altra ancora in uno sfavillante cabaret pieno di fumo degli anni Trenta. Sfavillante quanto il…
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Il cappello del maresciallo
Caro maresciallo Bellomo,posso darLe del “tu” e chiamarLa per nome?Caro Nitto, ormai ci conosciamo e posso dire che siamo entrambi della bassa. Del cremonese, intendo, anche se abbiamo entrambi origini meridionali. Non sei siciliano? Ecco, il mio bisnonno era di Lampedusa e mio papà laziale, ma non per via del calcio. La curva, per lui, è solo un tratto di strada che preferirebbe evitare, visto che anni fa l’aveva completamente tagliata fuori lasciando che l’auto, una vecchia Kadett mille, si ribaltasse, con tutta la famiglia a bordo più una suora, in un campo sperduto a pochi chilometri dalla città. Ma quale ambulanza? Per un po’ di sangue dal naso. Siamo…
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Dieci donne
Cara Natasha,come stai? Ricevi ancora nella casa oltre il giardino? Lo so, scusami, sono trascorsi sei anni senza che mi sia mai fatta sentire. Mi conosci, d’altronde: non amo esser troppo analizzata e con te è un po’ così. Per di più, sai quante volte ho iniziato a scrivere e poi piantato lì? Scommetto che lo sai, se hai parlato di me con l’amica che mi ha regalato la tua storia. Tua e di Francisca, Mané, Juana, Simona, Layla, Luisa, Guadalupe, Andrea, Ana Rosa. Sono tutte e nessuna. La tua Serrano è geniale nel dipingere il ritratto della meravigliosa imperfezione che contraddistingue noi donne. Un medline dell’esistenza femminile. Basta osservare…
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Caro Antonio
Caro Antonio,mi spiace molto per la tua perdita, che poi è anche la perdita di tutti noi. È addolorato persino Firmino il topo. Si è modernizzato, sai? Manda messaggi per WhatsApp e bazzica per i Social. Beh, visto il disastro subito, s’è dovuto adattare pure lui. Hai notizie di Zorba e della gabbianella Fortunata? Sono rimasta rapita dalla loro storia, ma non ricevo notizie da parecchio tempo, per la precisione dal 2010, quando ho comprato il loro romanzo in una libreria di Cremona. Da allora più nulla. Mi sembrava d’averli visti a San Benedetto del Tronto nel 2014, dalle parti del molo, ma immagino di aver preso un abbaglio: probabilmente…
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Amnesia
Cara Dora,ti saluta il nostro amico Firmino, il topo. Gli ho scritto ieri, ma conoscendolo nutro qualche dubbio sulla possibilità di ricevere una risposta.Conosci anche tu la sua ingordigia? Con l’età credo di essere diventata relativamente nostalgica, forse perché la mia memoria, non proprio brillante, riesce con maggior facilità a fissare accadimenti del passato e meno del presente. Scrivervi mi riporta ad un tempo in cui avevo meno paura di mostrarmi e realizzare, semplicemente per il gusto di farlo, piccoli progetti al di sopra delle capacità personali: gli incontri in alcuni gruppi di lettura, la scrittura, le presentazioni, persino la realizzazione di una semplice biblioteca usufruibile anche da chi ormai…
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Ricomincio da te
Caro Firmino, ricomincio da te, il mio amico topo, in cui ogni tanto mi specchio. Come te, vorrei ma non posso e, quando posso, mi boicotto. Entro in un mondo diverso dal mio e ci annego, come te. Eppure, sempre come te, non riesco mai ad abbandonarlo del tutto; non riesco a lasciare le pagine polverose della mia libreria o dei luoghi che fino a poco tempo fa frequentavo. Prima dell’isolamento, prima di ammalarmi; ma non preoccuparti, ora sto bene e posso tornare a chiacchierare con te e i tuoi, che dico, nostri compagni d’avventura. Tutti abbiamo una storia che, più o meno direttamente, si riflette nelle pagine che raccontano…