• Lettere

    Innamorarsi a Parigi

    Cara Annette,o devo chiamarti Annina?Avevi ragione tu, Parigi vive di mille luci diverse, alcune strabilianti, altre un po’ meno.Ci sono stata, sai, qualche anno fa e ora capisco perché molti se ne innamorino. Mentre l’attraversi, anche se di corsa, riesci a sentirne i profumi contrastanti e quanto cambi la luce da un quartiere all’altro! Sì, scusa, hai ragione, si dice arrondissement, non riesco mai a ricordarmelo. Fatto sta che, a seconda del luogo che percorri, provi la sensazione di attraversare un tunnel temporale: una volta sei nella Francia del Re Sole, un’altra in quella coloniale, un’altra ancora in uno sfavillante cabaret pieno di fumo degli anni Trenta. Sfavillante quanto il…

  • Lettere di Linda

    Un foglio bianco di quaderno

    Davanti a Linda un foglio bianco di quaderno che gradatamente si tinge di blu e si riempie di mille splendidi segni, simboli ed espressione del suo essere viva… 18 DICEMBRE 1990 Caro Dodo,ti scrivo durante l’ultima ora di scuola. Sono esausta, ma contenta perché è andato tutto bene. La proffa di inglese, che tanto per me è arabo, mi ha restituito il compito in classe. Ovviamente, avendo copiato, è andato meglio del previsto. Il proff. Piseroni, ma noi lo chiamiamo Pisoloni per le lenti scure che non toglie mai e lo fanno sembrare sempre mezzo addormentato, non mi ha coccata.  Ti assicuro che ho vissuto veri momenti di terrore: non…

  • Racconti del mio Re Leone

    Quanta gente…

    Ehilà, salve a tutti! Oh mamma, quanta gente si vede dal podio! Non sembravano così tanti, prima di vincere. Mi gira la testa e le gambe poi… un disastro. Tremano come se fossi nel bel mezzo di una tempesta di neve. Eppure, ci saranno almeno 27 gradi. Mannaggia a ‘sti pantaloncini informi e dalla lunghezza improbabile: al ginocchio. Vorrei tanto sapere chi è quel genio che li ha disegnati. No perché chi li ha scelti per noi donne lo conosco benissimo. Il Presidente della Federazione in persona. Un uomo. Mi chiedo come faccia mia mamma a dire che mi stanno da Dio. Sono larghi e mi abbassano di almeno cinque…

  • Le poesie di Teresa

    E poi fu il sole

    Cara Teresa, non ho mai anelato tanto un raggio di tepido sole come in questi pochi interminabili mesi. Trovo la dolcezza delle tue parole perfetta per comprendere quanto valore abbia assunto oggi quel quotidiano dato per certo sino all’altro ieri. Come me, non avresti mai potuto immaginare di perdere il delicato sbocciare dei fiori selvatici lungo le rive del fiume. Tutto sembra perso, ma voglio immaginare, come te, che sia solo una momentanea sospensione. Accedo al cloud e navigo tra le fotografie come se fossi un pescatore in cerca di ancorare la piccola barca su un rivo sicuro.Le scorro, lentamente, una ad una, finché un ricordo improvviso rinasce rasserenandomi. E…

  • Lettere

    Il cappello del maresciallo

    Caro maresciallo Bellomo,posso darLe del “tu” e chiamarLa per nome?Caro Nitto, ormai ci conosciamo e posso dire che siamo entrambi della bassa. Del cremonese, intendo, anche se abbiamo entrambi origini meridionali. Non sei siciliano? Ecco, il mio bisnonno era di Lampedusa e mio papà laziale, ma non per via del calcio. La curva, per lui, è solo un tratto di strada che preferirebbe evitare, visto che anni fa l’aveva completamente tagliata fuori lasciando che l’auto, una vecchia Kadett mille, si ribaltasse, con tutta la famiglia a bordo più una suora, in un campo sperduto a pochi chilometri dalla città. Ma quale ambulanza? Per un po’ di sangue dal naso. Siamo…

  • Lettere di Linda

    L’inizio

    … In un guardaroba ridotto, che un tempo apparteneva alla stanza matrimoniale dei genitori di Linda. Quel nido segreto e raccolto era un rifugio sicuro dove poter sognare. A malapena riusciva a contenere un letto, un minuscolo armadio e una scrivania, ma da ragazzi non si ha bisogno d’altro… solo della propria tana dove nascondersi quando il quotidiano urla un po’ troppo e non lascia respiro. Finalmente il leggero taglio sul polso destro ha smesso di sanguinare; le fragili vene bluastre pulsano ancora a ricordarle quanto troppo impulsiva sia stata a reagire di fronte alla rabbia della sorella. – Sei una cretina, pensi solo a te stessa e te la…

  • Racconti del mio Re Leone

    Silenzio sugli spalti

    – Silenzio sugli spalti! O verrete penalizzati! Torniamo immediatamente seri, ognuno nuovamente affaccendato nelle proprie cose. Albi torna a smanettare sull’iPad per terminare una versione di greco; io riprovo a connettermi col cellulare per scoprire finalmente come potrebbero andare le cose. Tanto epica l’ho già studiata e i problemi di algebra sono una stupidata, che posso fare una volta rientrata a casa. Potrei persino risolverli in macchina mentre mia mamma, coi suoi tempi, mi porta a scuola, tanto a cento metri dal semaforo giallo lei inizia a frenare! Mezz’ora per fare tre chilometri. Poi, quando si immette in tangenziale sembra Schumacher. Non ho parole. Tra una divagazione mentale e l’altra,…

  • Lettere

    Dieci donne

    Cara Natasha,come stai? Ricevi ancora nella casa oltre il giardino? Lo so, scusami, sono trascorsi sei anni senza che mi sia mai fatta sentire. Mi conosci, d’altronde: non amo esser troppo analizzata e con te è un po’ così. Per di più, sai quante volte ho iniziato a scrivere e poi piantato lì? Scommetto che lo sai, se hai parlato di me con l’amica che mi ha regalato la tua storia. Tua e di Francisca, Mané, Juana, Simona, Layla, Luisa, Guadalupe, Andrea, Ana Rosa. Sono tutte e nessuna. La tua Serrano è geniale nel dipingere il ritratto della meravigliosa imperfezione che contraddistingue noi donne. Un medline dell’esistenza femminile. Basta osservare…

  • Le poesie di Teresa

    Anni verdi

    Cara Teresa,ti immagino seduta accanto a me che racconti di un tempo trascorso, sentito e amato all’ombra di armoniosi accordi. Gli stessi che alcuni giorni fa ho ascoltato su YouTube? Gli stessi che ho ascoltato al museo del violino in compagnia di amiche lontane? O quegli accordi sono solo tuoi, preludio di un momento che mai avresti voluto giungesse, ma che hai accolto con la semplicità di quand’eri bambina? Alzo lo sguardo e osservo la tua luna. Non importa se ha offuscato le stelle, quelle si nascondono soltanto. Brillano, continuamente brillano nei pensieri cari di chi resta. Non esiste alba, non c’è alcun tramonto. Esiste solo la melodia eterna degli…

  • Lettere di Linda

    Anima tormentata

    Cara Linda,grazie per avermi mandato le tue lettere. In esse mi sei apparsa come un’anima che, nel bene e nel male, sembra cercare di esprimersi senza filtri. Cresce, cade e cerca di rialzarsi. Sei come molti e come nessuno, così è fin troppo semplice identificarsi con te e i tuoi amici. Chi sei veramente? Spero di scoprirlo attraverso i tuoi fogli, a volte brutalmente stropicciati, altre romanticamente eleganti. È davvero cominciato tutto con il suono acuto di una sirena lontana che…? “…Interrompe bruscamente l’atmosfera tranquilla di una grigia domenica novembrina e stride contro la calma apparente celata dietro le finestre di un piccolo appartamento di provincia. La lettera appena stropicciata…