• Le parole degli altri
    Lettere

    Le parole degli altri

    Caro Alex,come stai? Immagino ti sia dovuto reinventare pure tu. Un’altra volta. Ben venuto nel mio mondo, mi sentirei di dirti a questo punto. Vedo che sorridi, allora ci siamo capiti.So che ami così tanto il profumo e la ruvidezza delle pagine, da prescriverle ai tuoi lettori. Prescriverle, quindi, dovrei scrivere “pazienti”. Fa un po’ paura definirli tali? Non direi. Cura la scrittura, dicono, curerà pure la lettura… O no? Personalmente, e spero tu sia d’accordo con me, lo credo. E anche quando non attiva neuroni in più, sa calmare, distrarre, render più… pazienti. Certo che in questi mesi ci è toccato averne tanta di pazienza e, probabilmente, dovremo averne…

  • Un'altra parte del mondo
    Lettere

    Caro Aldo

    Caro Aldo,sono poche le storie intense come la tua. Se potessi ti abbraccerei, per rassicurarti. Sempre che tu voglia lasciarti abbracciare, sempre che tu voglia esser rassicurato. Vorrei scusarmi – ultimamente lo sto facendo con tanti – per l’indifferenza in cui ho lasciato la tua storia in questi anni, pur sapendo bene di chi stessi leggendo nell’ agosto 2016. Ma io sono una che i nomi li dimentica. Brutta storia, non è vero? Il nome è importante, dovrei saperlo, ancor più del cognome, che spesse volte può risultare invadente, inopportuno, persino nemico. Ho pianto, sai, la mattina in cui ci siamo incontrati nella piccola libreria di Ascoli, appena terminate le…

  • pagina 234 del libro Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
    Lettere

    Come te la passi?

    Caro Allan,come te la passi? Scusami se non sono passata a trovarti per il compleanno. Sai com’è, non credo che il genetliaco di un lontano amico immaginario, oggi come oggi, rappresenti una ragione valida per varcare il confine.Pazienza, che vuoi che ti dica… E comunque, a te non piace affatto festeggiare, se non ricordo male. I compleanni col botto ti hanno sempre creato qualche piccola difficoltà. E tutte quelle candeline, poi, neanche ci stanno sulla torta! CAN-DE-LI-NE, leggi bene, non candelotti. Che diamine, fatti operare alla cataratta, no? Prima di combinarne un’altra delle tue… Amanda come sta? So che è impegnatissima col suo blog, ma se trovasse il tempo di…

  • Lettere

    Fare il Premier

    Caro Mattia,come stai? E’ trascorso qualche anno da quando, attraverso le pagine di un libro, dialogavi, anzi, ti confrontavi proprio, con il tuo maestro. Posso ben immaginare quanto tu sia cresciuto; se non ricordo male, hai quasi la stessa età dei mie figli. Una curiosità: il tuo nome di battesimo era uno tra i papabili quando ancora non avevo scelto come chiamare il mio secondogenito. Normale che ti scriva. Dopo tutti i cambiamenti di questi ultimi mesi, mi chiedo se tu sia ancora così convinto di voler fare il Premier. Rappresenti una generazione che già si stava ripensando, così soggetta alla fluidità di un’epoca che non lascia spazio alla lentezza…

  • Lettere

    Dieci donne

    Cara Natasha,come stai? Ricevi ancora nella casa oltre il giardino? Lo so, scusami, sono trascorsi sei anni senza che mi sia mai fatta sentire. Mi conosci, d’altronde: non amo esser troppo analizzata e con te è un po’ così. Per di più, sai quante volte ho iniziato a scrivere e poi piantato lì? Scommetto che lo sai, se hai parlato di me con l’amica che mi ha regalato la tua storia. Tua e di Francisca, Mané, Juana, Simona, Layla, Luisa, Guadalupe, Andrea, Ana Rosa. Sono tutte e nessuna. La tua Serrano è geniale nel dipingere il ritratto della meravigliosa imperfezione che contraddistingue noi donne. Un medline dell’esistenza femminile. Basta osservare…

  • Lettere

    Caro Antonio

    Caro Antonio,mi spiace molto per la tua perdita, che poi è anche la perdita di tutti noi. È addolorato persino Firmino il topo. Si è modernizzato, sai? Manda messaggi per WhatsApp e bazzica per i Social. Beh, visto il disastro subito, s’è dovuto adattare pure lui. Hai notizie di Zorba e della gabbianella Fortunata? Sono rimasta rapita dalla loro storia, ma non ricevo notizie da parecchio tempo, per la precisione dal 2010, quando ho comprato il loro romanzo in una libreria di Cremona. Da allora più nulla. Mi sembrava d’averli visti a San Benedetto del Tronto nel 2014, dalle parti del molo, ma immagino di aver preso un abbaglio: probabilmente…