• Stefano Torre, principe di Danimarca e candidato sindaco di Piacenza
    Lettere

    Principe di Danimarca

    Caro Stefano,lo so che non sei il protagonista di un romanzo, ma ti avvicini molto ai personaggi dei libri. Tu sei un personaggio. Il personaggio. Scusate, forse dovrei chiamarvi le Vostre Maestà, dal momento che vi siete incoronati principi di Danimarca.  A meno che avervi conosciuti giocando a subbuteo non abbia creato tra noi una certa confidenza. No, non ce la faccio proprio ad usare il plurale maiestatis, che comunque sto utilizzando impropriamente, diamoci del tu ed è finita lì. Sarei disposta a rinchiudermi nelle prigioni del vostro castello, piuttosto che imparare il protocollo reale. Sono donna di provincia, mi piace la pasta col ragù e un bicchiere di vino…

  • Gaeta nei ricordi del cuore
    Lettere di Linda

    Al cuore

    . 18 LUGLIO 1991 Caro Dodo,scusami per ieri, mi sento proprio una scema. A volte perdo il lume della ragione e non hai torto quando dici che sono una rompipalle.Ieri, quando vi ho intravisto dalla porta vetri, ho sentito una violenta fitta al cuore e avrei tanto voluto scoppiare a piangere. Sono corsa in casa per non pensare a te. Mi sono persino messa a sparecchiare, con grande stupore di mia madre, con minuziosità e impegno mai visti. Fra una corsa e l’altra in cucina per depositare nel lavello le stoviglie, ho persino incominciato a canticchiare, ma non sono riuscita a scacciarti dai miei pensieri. Scusa, non sapevo fosse Sonia,…

  • Racconti del mio Re Leone

    Un’ombra

    Qualcosa si muoveva.– Ve lo giuro, ho visto un’ombra spostarsi dietro la finestra rotta! Siamo nella merda veramente, adesso. Al grido rauco e inaspettato dell’amica, Sara aveva stretto, rannicchiandosi il più possibile, le braccia intorno al petto, come se volesse ripararsi in un golf di morbido cachemire. Peccato indossasse soltanto una leggerissima camicetta in cotone azzurro. Le maniche a sbuffo e la minuta rouge che rifiniva il profondo scollo a v, da lontano, la ringiovanivano di almeno una decina d’anni. Merito anche della folta chioma corvina e del fisico tonico, mantenuto tale dalle due ore settimanali che trascorreva nella palestra di casa. Alice sapeva che Sara non se la passava…

  • Tantevoci
    Le poesie di Teresa

    Che sia passata

    Siamo certi che sia passata? Lo vedo, sì, il sole che ha ripreso a scaldare il piccolo cuore infreddolito, ma siamo certi che riacquisterà la giusta melodia? O sarà soltanto una stravagante aritmia?Nelle tenebre il silenzio tremante si è spezzato. Un tonfo sordo, un sasso lanciato da mani scure quanto la notte. Ora tutti sanno. Ora si smette di stare a guardare. Incendi, vetri rotti e corse affannate.  Un tonfo ancora. No, uno sparo. Un altro. E un altro ancora. Meschino e inutile. Comunque, il vento ora riesce a farsi sentire, corre e non si ferma. Ci sono tutti i colori del mondo in quella corsa. Temi diversi di dissonanti…

  • Un'altra parte del mondo
    Lettere

    Caro Aldo

    Caro Aldo,sono poche le storie intense come la tua. Se potessi ti abbraccerei, per rassicurarti. Sempre che tu voglia lasciarti abbracciare, sempre che tu voglia esser rassicurato. Vorrei scusarmi – ultimamente lo sto facendo con tanti – per l’indifferenza in cui ho lasciato la tua storia in questi anni, pur sapendo bene di chi stessi leggendo nell’ agosto 2016. Ma io sono una che i nomi li dimentica. Brutta storia, non è vero? Il nome è importante, dovrei saperlo, ancor più del cognome, che spesse volte può risultare invadente, inopportuno, persino nemico. Ho pianto, sai, la mattina in cui ci siamo incontrati nella piccola libreria di Ascoli, appena terminate le…

  • Museo delle lettere d'amore
    Lettere di Linda

    Una lettera

    .18 GIUGNO 1991 Ciao Dodo,eccomi come sempre in procinto di scriverti una lettera. Sono appena passate le otto di sera e sono già decisamente stanca e molto scossa per questa mattina. Mi sento veramente un’idiota e non so come scusarmi con le persone che hanno creduto in me: i miei, la nonna e soprattutto tu. Sono dispiaciuta, veramente! Che stupida e poi… insomma, se avessi ascoltato mia madre… quante volte mi ha messa in guardia dicendomi che ero troppo distratta e che non era possibile che riuscissi a studiare in così poco tempo: sempre chiusa in camera con la musica a palla o in giro con quelli della panca! Lo…

  • La valigetta di subbuteo
    Racconti del mio Re Leone

    In finale

    In finale, finalmente!– Grande Teo, sei in finale! Tra poco cominci la partita. Carico, ok?– Come no, sono sfinito, però mi sto divertendo un bordello. Sono stato fortunato: fin ora, mi sono scontrato con gente del mio livello…, ma la finale è tutt’altra roba.– Ma pensa che figata se ti portassi a casa la coppa del mondo… Senti, ora provo a chiamare mamma. Non è ancora rientrata e rischia di perdersi la partita.– Come se le importasse… Stava ridendo, mio fratello, lasciando in sospeso un pensiero pronunciato ad alta voce. Aveva strizzato gli occhi a mezza luna, abitudine in comune con me e caratteristica di famiglia che permetteva di intuire…