• Italiana
    Lettere

    Immobile

    Cara Alice,mi spiace se ho lasciato trascorrere così tanto tempo prima di rispondere alla tua, ma ormai dovresti conoscermi bene e sapere che, ogni tanto, mi nascondo; scappo, mi faccio piccina picciò, esattamente come te quando addenti il fungo del Brucaliffo. E resto immobile. Quanto è stato scritto sul significato più o meno occulto di quel gesto! Sai che in psichiatria si comincia a parlare di una vera e propria sindrome da inserire nel DSM-5? Sempre che non sia già stato fatto.  Non sto parlando degli stati allucinogeni da assunzione di sostanze stupefacenti; mi riferisco ad una sindrome neurologica (?) in cui si altera la percezione spazio-temporale del sé organico.…

  • Le parole degli altri
    Lettere

    Le parole degli altri

    Caro Alex,come stai? Immagino ti sia dovuto reinventare pure tu. Un’altra volta. Ben venuto nel mio mondo, mi sentirei di dirti a questo punto. Vedo che sorridi, allora ci siamo capiti.So che ami così tanto il profumo e la ruvidezza delle pagine, da prescriverle ai tuoi lettori. Prescriverle, quindi, dovrei scrivere “pazienti”. Fa un po’ paura definirli tali? Non direi. Cura la scrittura, dicono, curerà pure la lettura… O no? Personalmente, e spero tu sia d’accordo con me, lo credo. E anche quando non attiva neuroni in più, sa calmare, distrarre, render più… pazienti. Certo che in questi mesi ci è toccato averne tanta di pazienza e, probabilmente, dovremo averne…

  • Coppa e medaglie subbuteo
    Racconti del mio Re Leone

    Grida di giubilo

    All’improvviso il Velodromo intero rimbomba delle grida di giubilo di chi ancora stava seguendo la competizione, nonostante l’ora tarda. Nonostante le contrazioni nervose dello stomaco, digiuno da ore.Eh sì, perché, colazione a parte, mentre si gareggia, non è che ci sia anche il tempo o la possibilità di sgranocchiare qualcosina. Magari! E anche se fosse, il regolamento ufficiale vieta categoricamente di mangiare in prossimità dei campi. Bere non mi è ancora molto chiaro se sia consentito o meno, visto che, al termine dei tornei, quando le luci si abbassano, l’eco torna a rimbalzare tra le pareti della palestra e gli accompagnatori scalpitano per rientrare a casa, sotto i tavoli da…

  • Al bar
    Racconti del mio Re Leone

    Effluvi alcolici

    Che c…avolo, ma dove siete state fino ad ora tu e le tue amiche?Ringhio astiosa nell’orecchio di mamma, strattonandola per un braccio e trascinandola al bar del Velodromo senza troppo sforzo. Ci facciamo largo nella calca sudata e pure leggermente nauseabonda che circonda i campi da gioco. Non capisco se mi dia fastidio l’odore acre di sudore o gli effluvi alcolici della trappista che tutti quanti tracannano al posto dell’acqua. Non sono certa che, da queste parti, i rubinetti siano sobri. Mi sa che il colore azzurro su di essi stia per birra e il rosso per vino. Volendo della minerale, la si prende al torrente. Che poi una bottiglia…

  • Umana tecnologia.
    Lettere

    Realismo terminale

    Cara Elena,mi è giunta or ora, la tua gentilissima lettera. Concordo con te, cara amica, che tra noi si possa passare al tu, mandando a quel paese l’etichetta reale. Temporaneamente, però.A casa stanno tutti bene? Per quel che ne so da tuo marito parrebbe di sì. Ne son contento. Molto.Ho visto che hai appena iniziato a giocare a calciotavolo e parteciperai al secondo torneo on-line di tiri piazzati. Speriamo si torni presto a giocare sul serio: lo scontro diretto è tutt’altra cosa, per chi svolge l’attività in senso sportivo. Mi fa piacere che ti interessi il Realismo Terminale, proverò ad illustrartelo in poche parole.Si parte dalla constatazione che il mondo…

  • Un'altra parte del mondo
    Lettere

    Caro Aldo

    Caro Aldo,sono poche le storie intense come la tua. Se potessi ti abbraccerei, per rassicurarti. Sempre che tu voglia lasciarti abbracciare, sempre che tu voglia esser rassicurato. Vorrei scusarmi – ultimamente lo sto facendo con tanti – per l’indifferenza in cui ho lasciato la tua storia in questi anni, pur sapendo bene di chi stessi leggendo nell’ agosto 2016. Ma io sono una che i nomi li dimentica. Brutta storia, non è vero? Il nome è importante, dovrei saperlo, ancor più del cognome, che spesse volte può risultare invadente, inopportuno, persino nemico. Ho pianto, sai, la mattina in cui ci siamo incontrati nella piccola libreria di Ascoli, appena terminate le…

  • Racconti del mio Re Leone

    Piste cyclable

    Piste cyclable. Il cartello era fissato a pochi passi da loro, ben visibile dalla carreggiata che avrebbero dovuto ripercorrere Alice, Laura, Giovanna, Sara e Lisa, per rientrare al Velodromo dove si stava ancora disputando la prima giornata del Campionato Mondiale di Jemmelle.Oltre il segnale stradale che vietava ai veicoli a motore di sfrecciare lungo il sentiero sterrato si intravedeva un fitto bosco di latifoglie, intervallato qua e là da abeti altissimi. Quel segnale pareva proprio essere l’invisibile porta d’accesso a Terabithia. – Ragazze, scusate, ma non possiamo proprio riprendere la statale con un paesaggio simile!– E se ci perdiamo?– Ma chi??? Hai visto anche tu sull’opuscolo che Rochefort è collegata…

  • Lettere di Linda

    L’inizio

    … In un guardaroba ridotto, che un tempo apparteneva alla stanza matrimoniale dei genitori di Linda. Quel nido segreto e raccolto era un rifugio sicuro dove poter sognare. A malapena riusciva a contenere un letto, un minuscolo armadio e una scrivania, ma da ragazzi non si ha bisogno d’altro… solo della propria tana dove nascondersi quando il quotidiano urla un po’ troppo e non lascia respiro. Finalmente il leggero taglio sul polso destro ha smesso di sanguinare; le fragili vene bluastre pulsano ancora a ricordarle quanto troppo impulsiva sia stata a reagire di fronte alla rabbia della sorella. – Sei una cretina, pensi solo a te stessa e te la…

  • Lettere

    Dieci donne

    Cara Natasha,come stai? Ricevi ancora nella casa oltre il giardino? Lo so, scusami, sono trascorsi sei anni senza che mi sia mai fatta sentire. Mi conosci, d’altronde: non amo esser troppo analizzata e con te è un po’ così. Per di più, sai quante volte ho iniziato a scrivere e poi piantato lì? Scommetto che lo sai, se hai parlato di me con l’amica che mi ha regalato la tua storia. Tua e di Francisca, Mané, Juana, Simona, Layla, Luisa, Guadalupe, Andrea, Ana Rosa. Sono tutte e nessuna. La tua Serrano è geniale nel dipingere il ritratto della meravigliosa imperfezione che contraddistingue noi donne. Un medline dell’esistenza femminile. Basta osservare…

  • Lettere di Linda

    Anima tormentata

    Cara Linda,grazie per avermi mandato le tue lettere. In esse mi sei apparsa come un’anima che, nel bene e nel male, sembra cercare di esprimersi senza filtri. Cresce, cade e cerca di rialzarsi. Sei come molti e come nessuno, così è fin troppo semplice identificarsi con te e i tuoi amici. Chi sei veramente? Spero di scoprirlo attraverso i tuoi fogli, a volte brutalmente stropicciati, altre romanticamente eleganti. È davvero cominciato tutto con il suono acuto di una sirena lontana che…? “…Interrompe bruscamente l’atmosfera tranquilla di una grigia domenica novembrina e stride contro la calma apparente celata dietro le finestre di un piccolo appartamento di provincia. La lettera appena stropicciata…