Perdere lucidità
.18 DICEMBRE 1991
Ciao Dodo,
sono esattamente le dieci e quindici e io sono al Break ad annoiarmi. Non chiedermi perché ho bigiato, non ne ho motivo. Speravo però di trovarti qui.
Appena arrivata, ho fatto colazione con un cappuccino ed una brioche tanto per cercare di calmare il terribile mal di stomaco che mi è venuto. Peccato non abbia funzionato. Il dolore va e viene come la risacca marina.
Appena dopo le otto e trenta sono arrivati due ragazzi della tua scuola che mi hanno invitato a giocare a carte. Sembravano simpatici, ma non mi andava di stare a chiacchierare con gente che non conosco e poi… si erano messi a rollare un cannone… meglio stare alla larga o potrei farmi tentare… ma non voglio perdere la mia lucidità. Ne ho talmente poca ultimamente! Fra l’altro avrò fumato già otto Marlboro rosse. Tanto non ho un tubo da fare.
Cristo, che fame!!! Meglio se mi prendo un trame prosciutto e funghi, tanto lo sai che sono un lavandino. Comunque, mangiando, mi sembra che il tempo trascorra più velocemente.
Verso le nove poi sono andata a prendere la radiale per vedere se eri rimasto a casa. Mi è andata male. Appena ho suonato il campanello, Shark, che stava dormendo in una posizione a dir poco assurda, si è svegliato di colpo abbaiando come un cane rabbioso. Fa quasi paura con quelle sue zanne affilate come coltelli, sembra più un lupo che un pastore tedesco. Fortunatamente mi ha riconosciuta subito e, dopo aver allungato il suo muso nero come la pece verso le inferriate del cancello, è tornato davanti all’uscio di casa a pisolare. Nonostante la stazza mastodontica e il muso feroce, ci sono momenti in cui mi fa una tenerezza infinita. Sembra un bambino in attesa delle caramelle quando, con la lingua fuori, ti scodinzola saltellandoti davanti.
Non mi è restato altro da fare che tornare indietro, che palle!
Certo che mi piacerebbe vederti ad ingegneria, sapere cosa fai e che lezione stai ascoltando.
Questa mattina il mio patrigno era incazzato perché ieri sera sono tornata dalla disco dopo le due del mattino. Era sul pianerottolo che mi aspettava, credevo volesse prendermi a sberle. Invece, mi ha spiazzata: quasi piangendo mi ha abbracciata chiedendomi se stessi bene. Com’è diverso dal mio genitore biologico! Così ho deciso che, per farlo contento almeno una volta, questa sera me ne starò in casa.
Caspita però, quanto mi sono divertita ieri sera! Certo magari ero un po’ brilla, con tutti quei bicchierini che mi sono scolata, ma stare in compagnia di Gino e Marcy è stato uno spasso! Anche se in un angolo piccolo piccolo del mio cuore avrei voluto stare da sola con te: avevo così voglia di coccole!!!
Comunque, quando sono tornata a casa, mi era passato completamente il sonno. Non so quante volte mi sono rigirata nel letto pensando a cosa cavolo vorrei combinare nella vita. Magari potrei farti da segretaria una volta terminati gli esami di maturità. So che credi che non sia in grado di svolgere quel lavoro, non sono precisa e non ho una mente matematica. Come si dice? Non ho neppure una mente (come la chiamano quegli impallinati di informatica?) multitasking, sì, ma se non voglio restare una perdente dovrò pure tentare di superare i miei limiti.
Mi sa che farò la commessa. Questo ovviamente se non riuscissi ad entrare nelle graduatorie per le supplenze. Vorrei ragionare con te dei miei progetti futuri, per avere un giusto consiglio da parte tua: mi conosci così bene! So anche che, se non ritenessi giusta la strada scelta da me, proveresti di tutto per farmi cambiare idea, sai che credo ciecamente in te. Io non ho molte aspirazioni, l’ambizione non è una caratteristica che mi appartiene, quindi ho bisogno di qualcuno che mi sproni in continuazione, almeno nei primi tempi.
Sì, terminata la scuola, vorrei insegnare, mi piace progettare, spiegare e raccontare, mi piacciono i bambini, forse perché lo sono un pochino anch’io. Solo che prima devo prendere la patente e la macchina, altrimenti come cavolo faccio ad arrivare nelle varie scuole? In autobus? Naaa…
Mi conviene portare avanti il discorso della vendita diretta di creme per il viso, tanto per arrotondare un po’ la paghetta mensile, se no la macchina resta solo una bella foto sul giornale.
Questo è tutto ciò che voglio fare prima di comprarmi una casa e andare a vivere da sola, a meno che tu non voglia trasferirti da me, cosa che non mi dispiacerebbe affatto.
Spero di trovare al più presto un momento per parlarti: le tue incazzature, il tuo incoraggiamento, la tua fiducia e le parole che hai detto su di me ai tuoi amici, stanno facendo effetto e so che, con il tuo aiuto, riuscirò a superare tutti i problemi che ho e che mi sono creata.
Ti amo, ti amo non solo per quello che sei, per ciò che fai e l’importanza che mi dai, ma anche perché sei riuscito a darmi una ragione per apprezzare davvero la vita.
Un bacio particolare, dove sai tu, da Linda.
Continua mercoledì 1 luglio.
Gironzolando un po’:


